Teatro la Fenice di Venezia

Il Teatro La Fenice Introduzione

Campo San Sistin vi dice qualcosa…?

Niente…? Eppure dovreste essere esperti ormai, cari amici veneziani!

Piccolo indizio…il suo simbolo è un animale mitologico…

Eh si, stiamo parlando proprio di lei! La Fenice!

Uno dei teatri più famosi del mondo e di sicuro IL teatro lirico per eccellenza di Venezia!

La rarità del simbolo che la rappresenta equivale alla rarità della sua storia, che oggi mi piacerebbe molto raccontarvi.

Il mito

Cominciamo dal principio, anzi, proprio dal mito. Il teatro porta lo stesso nome del simbolo che la rappresenta: la Fenice, l’uccello leggendario destinato a non morire mai. L’araba fenice è famosa per completare un ciclo costante di morte e resurrezione…è destinata a risorgere ogni volta dalle proprie ceneri!

Così come dimostrato dalla sua storia.

Di derivazione egizia, il mito narrava che la Fenice vivesse per 500 anni. Quasi alla fine della propria esistenza, l’animale costruiva un nido sulla cima di una palma o di una quercia, volando per tutto l’Egitto alla ricerca degli elementi più raffinati e preziosi (come la mirra) per crearlo. Terminata la costruzione, si adagiava nel nido e iniziava ad intonare una melodia dolcissima, in attesa che il sole bruciasse lei e il suo nido. Dopo tre giorni, risorgeva più bella, forte e potente di prima.

Ma la Fenice non aveva solo questa qualità. Era dotata di moltissimi altri poteri.

Si pensava infatti che possedesse una saggezza al di sopra di ogni umana conoscenza, che avesse una resistenza fisica elevatissima, che esercitasse il controllo sull’elemento del fuoco e, infine, che le sue lacrime avessero poteri curativi.

Che forma aveva la Fenice?

Per gli amanti di Harry Potter, avete presente Fanny, la Fenice di Silente? Ecco, potete immaginarvela più o meno così…di un color rosso dorato, ma spesso veniva rappresentata anche con la coda multicolore.

La potremmo accostare ad un altro simbolo veneziano d’eccellenza: il Leone di San Marco. Assieme, incarnano le due qualità che a mio parere hanno sempre contraddistinto la Serenissima.

La resilienza, ossia la capacità di rafforzare il proprio spirito per poter affrontare al meglio le avversità e diventare più forti, coraggiosi e luminosi. Come la Fenice, Venezia, messa di fronte a diverse avversità, è sempre stata in grado di risorgere maestosamente dalle ceneri della sua stessa distruzione.

La fortezza e il coraggio, incarnati dal Leone. Che hanno sempre permesso a Venezia di raggiungere ed ottenere quello per cui lottava.

In un momento come questo, la Fenice e il Leone sono simboli perfetti di resistenza, forza e rinascita.

Ma passiamo ora dal mito alla storia.

La storia del Teatro la Fenice

Tra i teatri più prestigiosi al mondo, La Fenice è stata inaugurata nel 1972, proprio nel giorno della festa della Sensa (16 maggio). La Sensa è una delle ricorrenze più evocative della tradizione veneziana, perché celebra lo sposalizio della Serenissima con il mare.

Sicuramente una data di buon auspicio per l’apertura del Teatro per eccellenza.

Struttura del teatro La Fenice di Venezia
Struttura del teatro La Fenice di Venezia

La sua costruzione fu commissionata dalla Nobile Società dei Palchettisti all’architetto neoclassico Giannantonio Selva. I lavori furono molto rapidi: durarono dal 1790 al 1792. Il modello ligneo dello schema di decorazione presentato da Selva alla giuria dei Palchettisti è tutt’oggi conservato.

Nel corso dell’800, durante la dominazione francese, La Fenice aveva assunto il ruolo di teatro di Stato ed era stata destinata ad accogliere con tutti i fasti Napoleone, in visita a Venezia il primo dicembre 1807.

Ha ospitato le prime assolute di tantissime opere famose, come Tancredi di Gioachino Rossini nel 1813, I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini nel 1830, e varie opere di Giuseppe Verdi: Attila nel 1846, Rigoletto nel 1851, La Traviata nel 1853. C’è un aneddoto molto particolare che riguarda proprio quest’ultima opera. La prima è stata un fiasco colossale, assoluto. Forse per colpa dell’argomento, un po’ scabroso per l’epoca, o forse per via degli attori, che non sono stati capaci di rendere il dramma di un amore contrastato dalle convenzioni e dai pregiudizi. Comunque, come ben sappiamo, negli anni successivi la Traviata è diventata una delle opere liriche di maggior successo al mondo.

Altri aneddoti storici curiosi che riguardano il nostro bel teatro: nel 1856, in occasione di una visita ufficiale a Venezia, l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe e sua moglie Sissi assistettero a varie rappresentazioni.

Il teatro fu anche il luogo dove Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro si incontrano per la prima volta.

La Fenice ha subito vari rifacimenti nel corso degli anni. Ad oggi, ci sono due sale principali. La neoclassica sala Apollinea, la più ampia del teatro, strutturata con quattro livelli di palchi e una galleria. La seconda si chiama Sala del Teatro, può contenere fino a mille e cinquecento spettatori ed è quella ornata più fastosamente.

Ma la storia de La Fenice, al di là degli aneddoti che la riguardano, incuriosisce e attrae anche per altri motivi. E’ uno dei pochi teatri al mondo ad essere risorto per ben due volte dalle sue stesse ceneri, proprio come il mitico uccello di cui porta il nome.

La prima risurrezione

La prima volta accadde nel 1836, quando si alzò un gravissimo incendio e la Fenice rischio di rimanere completamente distrutta. Era il 13 dicembre, poco prima di Natale. Le uniche parti che si salvarono furono una parte dell’ingresso e i muri perimetrali. Fortunatamente, grazie all’opera degli architetti Tommaso e Gian Battista Meduna, il teatro venne restaurato seguendo il modello originale e riportato all’antico splendore.

La Fenice subì poi altri restauri, tra cui alcuni importanti nei primi decenni del 900 per mano di Eugenio Miozzi, uno dei più grandi ingegneri dell’Italia fascista. Fu proprio lui a progettare i due ponti in ferro sul Canal Grande e il Ponte della Libertà, che unisce Venezia alla terraferma. Miozzi ha anche costruito l’Autorimessa Sant’Andrea (oggi Garage Comunale, che al tempo era il più grande garage d’Europa) e la nuova sede del Casinò del Lido.

Incendio Teatro La Fenice
Incendio Teatro La Fenice

La seconda resurrezione

Il secondo triste incendio che ha causato la quasi totale distruzione del teatro è stato doloso. Il 29 gennaio 1996 La Fenice era chiusa per lavori. Quella sera, Enrico Carella e suo cugino Massimiliano Marchetti, elettricisti proprietari della ditta che stava lavorando alla manutenzione del teatro, hanno deliberatamente deciso di appiccare il fuoco al teatro lirico per eccellenza, per non incorrere in una penale dovuta ai ritardi accumulati dalla propria impresa.

Teatro La Fenice
Teatro La Fenice Interno

I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per tentare di domare le fiamme. Fortunatamente, non ci sono stati danni alle case circostanti. Della Fenice, però, non era rimasto quasi nulla: i muri portanti e una parte delle Sale Apollinee.

I due responsabili, in seguito, sono stati arrestati e condannati.

Forti del motto “com’era, dov’era”, con cui avevano intrapreso la ricostruzione del campanile di San Marco, i Veneziani non si sono arresi. Hanno rimesso in piedi il teatro grazie all’intervento di eccellenti artigiani, che sono stati in grado di ricopiare in modo praticamente perfetto le decorazioni originarie e gli arredi andati perduti.

Nella settimana tra il 14 e il 21 dicembre 2003, La “nuova” Fenice è stata inaugurata da un concerto di apertura del maestro Riccardo Muti, in presenza dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Come vedete, La Fenice è destinata a risorgere…e così farà sempre, in un ciclo senza fine.

Un’ultima cosa: se volete visitare la Fenice al di fuori dell’attività istituzionale, potete andare nel sito ufficiale. Lì troverete tutti gli orari e le modalità di visita.

Se non avete ancora avuto occasione di ammirarla, il mio consiglio è di farlo quanto prima!

Visita il sito ufficiale del Teatro la Fenice

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