La Storia dei Gondolieri – Le origini del nome

La Storia dei gondolieri

scopriamo com’è nato il nome tecnico “Gondoliere

Negli albori della storia di Venezia non vi è traccia del gondoliere. Quando la gondola non aveva ancora subito quelle trasformazioni tali da renderla come la conosciamo oggi, ovvero diversa dagli altri tipi d’imbarcazioni

Storia dei Gondolieri
Storia dei Gondolieri

dell’epoca, i conducenti di qualsiasi barca erano chiamati, semplicemente, barcaioli.
Successivamente, quando la gondola si perfezionò, il nome del suo conducente si distinse da quello di barcaiolo e divenne ‘gondolier’ poiché, saper guidare quell’elegante imbarcazione fu considerata una sorta di specializzazione, tanto che il termine gondoliere era, ed è tutt’oggi, sinonimo di maestro di voga. Da allora la gondola divenne il mezzo di trasporto più utilizzato dai nobili che disponevano del ‘gondolier’.
Con l’affermazione della gondola, i gondolieri divennero parte integrante del complesso sociale, godendo di privilegi di casta poiché erano qualcosa di più che una semplice categoria di lavoratori.

La figura del gondoliere è stata celebrata già nelle opere di Carlo Goldoni e Giacinto Gallina. Entrambi raccontano del “ gondolier de casada”, ovvero il gondoliere che era al servizio dei nobili e che pertanto conosceva tutti i segreti delle più nobili casate. A differenza infatti degli altri servitori, avevano un rapporto di confidenza con i loro padroni, che spesso infatti si confidavano con loro durante i loro tragitti in barca da un luogo all’altro.
Durante gli anni poi le opinioni sui gondolieri sono andate mutando. Alcuni scrittori, li descrivono come simulatori e ingannatori, altri come furbi e violenti. Testi più recenti invece tendono ad esaltare la figura del gondoliere, descrivendolo come una persona onesta e leale , piena di spirito e d’allegria tipica del veneziano.

Storia dei gondolieri - Origini del nome
Storia dei gondolieri – foto da: turismoitinerante.com

Il primo articolo del codice del “pope”, termine usato a Venezia per indicare il gondoliere, dice di mantenere sempre una signorile dignità, specie durante la voga. Parliamo quindi del “vogar bel bello”, ovvero remare con compostezza e calma. È la tipica immagine del gondoliere di Venezia mentre rema sul Canal Grande.
La figura del gondoliere dei tempi odierni è cambiata. I gondolieri che si chiamavano a voce all’alta, da una riva all’altra, cantando non esistono più, sempre più rari sono quelli che, passando davanti a un palazzo che si affaccia sul Canal Grande o sotto un famoso ponte, si chinano in avanti. I gondolieri di oggi però, dovendo seguire delle scuole di formazione per conseguire la licenza di gondoliere, sono molto più acculturati dei loro predecessori e sono in grado di raccontare ai loro passeggeri, durante il giro in gondola, la storia di Venezia e le caratteristiche dei suoi monumenti anche in lingua straniera.

Rimane inalterata però la tradizione di affibbiarsi, tra colleghi, dei soprannomi: Bocaeto, Cana, Caneoni, Cioci, Feiceto, Fiaschetto, Forcheton, Magnamosche, Nero, Pagnoca, Panduro, Pipa, Scuciareto, Strigheta, Vusavè e molti altri; nomignoli che identificano il carattere e la personalità del soggetto.

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